Sequestro ricci di mare abusivi, la Uila Pesca Puglia: “bene le attività di vigilanza, i consumatori non acquistino prodotto non tracciato”

La Uila Pesca Puglia interviene, attraverso il suo Segretario Generale, Andrea Losito sul sequestro di uno stock di ricci di mare, frutto di pesca abusiva, durante il fermo biologico dei ricci di mare in vigore da maggio 2023.

Desideriamo esprimere la nostra gratitudine per l’operato della guardia costiera di Gallipoli che ha recentemente sanzionato un pescatore abusivo a Lido Conchiglie, trovato in possesso di circa 1.200 ricci di mare, presumibilmente destinati al mercato nero – esordisce Andrea Losito- nelle acque della Regione Puglia è attualmente in atto un fermo biologico triennale, necessario per favorire il ripopolamento dei fondali marini. Tale misura, sebbene indispensabile, comporta enormi sacrifici per i pescatori professionisti, il cui disagio è stato finalmente riconosciuto dalla Regione Puglia, che ha previsto un indennizzo per supportarli durante questo periodo di inattività.  Riteniamo – continua il Segretario Generale Uila Pesca Puglia- che la pesca abusiva, purtroppo ancora lontana dall’essere estirpata, sia il principale fattore del declino della popolazione di ricci di mare, soggetti a un prelievo eccessivo non attribuibile ai pescatori professionisti. Questi ultimi, spesso ingiustamente accusati di comportamenti illeciti, si trovano a fronteggiare una rete illegale composta da pescatori abusivi, ristoranti e pescherie che acquistano prodotti non tracciabili e non controllati dal punto di vista sanitario. È probabile che siano proprio coloro che incolpano i pescatori professionisti, i quali, anche durante il fermo, non rinunciano alla tentazione di consumare prodotti la cui cattura è vietata. Si continua a constatare l’inefficacia delle sole sanzioni amministrative che, evidentemente, non costituiscono un deterrente allo svolgimento ‘abusivo’ della pesca del riccio di mare. Pertanto – conclude Losito- mentre lodiamo il lavoro dei militari della guardia costiera, esortiamo i consumatori a prendere coscienza di questa problematica e a evitare il consumo di prodotti provenienti da filiere non certificate”.