“Il rischio che i dazi provochino una contrazione dei volumi delle esportazioni può avere impatti negativi sul lavoro del comparto agroalimentare, già intrinsecamente fragile per via della stagionalità”. Il Segretario Generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno si unisce al coro di quanti auspicano un passo indietro dell’amministrazione Trump sui dazi. “Il comparto agroalimentare possiede una quota di poco inferiore al 10% per quanto riguarda il valore delle esportazioni pugliesi negli USA, parliamo di 650 milioni sui 9 miliardi di euro – esordisce Buongiorno – ad aggravare il quadro è anche l’indice di diversificazione delle esportazioni: se alto connota una concentrazione del valore in poche classi merceologiche e per la Puglia si configura al 49,8%. Ciò significa che il nostro sistema economico risulta più esposto alle congiunture negative che queste misure protezionistiche innescano. Misure che, di fatto, rischiano di rallentare, un trend positivo di crescita. Le ultime proiezioni parlano di una crescita che si avvicinava al 20% rispetto al 2023, basti pensare che la sola filiera olivicola ha fatto registrare un indice positivo pari al +60% rispetto ai 12 mesi precedenti. Ma la crescita è altrettanto significativa in tutti gli altri comparti: + 11% nel volume delle esportazioni nel settore vitivinicolo e dei farinacei, + 17% in valore per il frutticolo. Il momento florido della nostra economia agricola è testimoniato anche dai dossier dell’Istat che certificano un aumento del valore della produzione agricola, nonostante non ci sia un aumento speculare delle produzioni, segno questo di un posizionamento di mercato solido per le nostre eccellenze, sempre più riconoscibili sui mercati grazie ad una identità di prodotto forte e saldamente ancorata ad una narrazione che valorizza la sua qualità”. Il Segretario Generale della Uila Puglia, conclude con un appello: “Per tutte queste ragioni come organizzazione sindacale, siamo preoccupati della situazione che si sta creando e, altresì, ci auspichiamo una reazione compatta del sistema Italia inteso nella sua interezza. Il rischio che questi dazi avvantaggino produzioni estere, anche europee, che si posizionano sul mercato con un prezzo molto più basso, si pensi all’olio spagnolo, può pregiudicare la tenuta di molte filiere. Questo può tradursi in un rischio per migliaia di posti di lavoro. Non possiamo permettercelo, per questo bisogna agire con equilibrio e lungimiranza”.